ELEZIONI 2022: GIORGIA MELONI NON E' FASCISTA MA LA SUA VITTORIA E' UNA PESSIMA NOTIZIA PER EUROPA E CLIMA (OLTRE CHE L'ITALIA)


Buongiorno a tuttÉ™!
Non riesco proprio ad essere sorpresa del risultato elettorale, magari solo un po’ spompata. Ma poi mi passa di sicuro.
Stamattina più che il rischio del fascismo - che non credo proprio ci sia in quanto tale- a me preoccupa enormemente la posizione che l’Italia assumerà in Europa su praticamente tutto, sul futuro della UE, sulle alleanze, sul clima. Perché l’Italia può fare pendere le alleanze dalla parte della non Europa. In particolare sul clima. L’Italia, da sempre distratta su questo tema, va ora dalla parte negazionista o scettica; il che indebolirà tutte le politiche europee e in particolare quelle sul pacchetto energia, Fit for 55. Non è un caso che Fratelli d’Italia e Lega si siano astenuti nel voto delle direttive su efficienza e rinnovabili qualche giorno fa.
Ovviamente questo avrà un impatto molto negativo anche a livello nazionale. Via libera a tutte le corporazioni, agli amici degli amici, al gas, autostrade e tutto il resto. E anche sui diritti bisognerà ovviamente vigilare; forse non andranno ancora più indietro ma aspettiamoci un ritorno in forza di una retorica e cultura ostile ai migranti e ai nuovi cittadini alle nonostante in genere.
Mi dispiace dei risultati del PD ma credo non abbia davvero ascoltato il suo stesso popolo, che nelle Agora aveva dato una linea e proposte veramente chiare su clima, diritti, Europa. E ha privilegiato candidature per lo piu “organiche” ma senza guizzi.
Ma soprattutto ribadisco che è stato un errore grave non trarre tutte le conseguenze da una legge elettorale folle e fare un accordo con i 5Stelle; altro errore chiave del PD è stato di cedere al populismo imperante, e non rifiutare il taglio dei parlamentari senza la riforma della legge elettorale. Terzo grave errore di cui pochissimi parlano è stato la
colpevole disattenzione del PD sul miglioramento delle forme di partecipazione ed accesso alla partecipazione, nonostante le Agora; neppure rispondere alla richiesta di Marco Cappato e del
suo movimento usare le firme elettroniche (come per il referendum) per potere presentare delle liste elettorali ha secondo me lasciato fuori molti elettori e elettrici. È indubbio che la lista “Democrazia e referendum” avrebbe dato una bella mano soprattutto motivando gli indecisi. Spero questa iniziativa continui il suo virtuoso cammino; proprio la vittoria di una destra reazionaria dovrà rimettere al centro l’importanza della partecipazione e mobilitazione della società civile a partire dalla battaglia sul clima.
Il risultato di SI-EV porta una piccola pattuglia di ecologisti in parlamento; questo è positivo e auguri buon lavoro ai e alle nuove elette! Anche i 5Stelle mi sembrano un po’ più seri su questo tema che in passato e quindi questo è positivo.
 
Un pensiero e un abbraccio molto speciale alla mia amica Rossella Muroni che si è battuta come una leonessa in un collegio difficile ma ha anche dimostrato con una campagna a tappeto, positiva, con contenuti forti e rispettosa che quella è l’unica strada per strappare voti e spazio a una destra senza soluzioni. Avremo ancora molto da fare insieme!
 
Credo però che a partire dai giovani dei Fridays siamo ancora in una situazione di sostanziale dispersione e divisione del voto verde, federalista e sui diritti che potrebbe e dovrebbe essere più forte. E comunque è anche evidente che visti i numeri e il fatto che la destra governerà perché ha una solida maggioranza, bisognerà pensare molto più intensamente a come mobilitarci ed evitare una deriva fossile totale dell’Italia e dell’Italia in Europa.
Il ruolo della UE sarà di essere sicuramente vigile ma di non confondere l’Italia con l’Ungheria, almeno non ancora… e di guardare non solo al punto dei diritti, ripeto, ma anche e soprattutto a quello del Green Deal che la coalizione di destra vorrà sicuramente smantellare con l’aiuto di forze molto influenti e attive nello stesso governo Draghi.
Ah, e sul fatto che sia una donna di destra-destra a diventare la prima Prima Ministro conferma l’inefficacia della sinistra, ma francamente cambia poco per il futuro dei diritti delle donne. E, giusto per la cronaca, contrariamente a quello che continua a dire, non è vero che lei è la prima donna presidente di partito in Europa. Prima ci siamo state Grazia Francescato e la sottoscritta.
A luta continua